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THE CRIMIE
MSML

Articolo: Il modo in cui un musicista crea abiti “autentici”

Il modo in cui un musicista crea abiti “autentici”

GARDEN TOKYO presents

MSML SPECIAL INTERVIEW

Come i musicisti creano abiti «autentici»

I pionieri del loud rock puntano ai vertici dell’industria dell’abbigliamento

Oggi non sono solo le persone provenienti dal mondo della moda, dopo aver frequentato una scuola specializzata, a creare abiti. È un’epoca in cui lanciano brand modelli, stylist, calciatori della J.League, influencer, rapper e attrici di film per adulti, dando vita a una scena ricca e variegata. Sulla base della semplice logica di marketing «numero di follower sui social = numero di acquirenti», i nuovi brand continuano ad aumentare. Eppure, quasi non esistono precedenti di brand guidati da musicisti rock ancora in attività che offrano abiti autentici. E riuscire a eccellere professionalmente in entrambi i campi potrebbe essere un primato assoluto. A raccogliere questa sfida è MSML (pronunciato «MSML»). T$UYO$HI (PTP, The BONEZ, Dragon Ash) e KATSUMA (coldrain) si sono conquistati un posto sulla scena del cosiddetto loud rock, ovvero il rock estremo, fino a diventare figure di spicco in Giappone. A loro si aggiunge KOJI, voce degli SCREAMING SOUL HILL, tra i pionieri del rock estremo, che oggi partecipa anche alla creazione di THE CRIMIE. Il nuovo mondo immaginato da questi tre uomini è così performante da andare oltre ogni misura convenzionale. Come veri musicisti, proprio come fanno quando compongono musica, hanno una capacità d’influenza incalcolabile nel condividere ciò che ritengono valido. Per questo abbiamo intervistato i tre direttori, chiedendo loro di parlare del brand, delle loro idee attuali e delle proprie radici.

Abbiamo imparato molto vedendoli indossare davvero sul palco e ascoltando i loro commenti (KOJI)

----Per cominciare, posso chiedervi qual è il vostro capo preferito della collezione 24SS di MSML?

KATSUMA (di seguito K): A me piacciono molto i pantaloncini corti in finta pelle. In estate non ci si può vestire a strati, no? Però, se li indossi, puoi abbinarli praticamente a qualsiasi capo sopra.

T$UYO$HI (di seguito T): La prima cosa che mi viene in mente è la T-shirt con la stampa grande dell’Ultima Cena. In fondo, anche a causa della pandemia, oggi non si va più davvero nei negozi di abbigliamento a provare i capi prima di comprarli. Quando si acquista al volo online, secondo me è fondamentale avere personalità. In quei casi cerchi qualcosa che non trovi altrove; se anche un altro brand propone lo stesso capo, ti chiedi quale scegliere. Però penso che la cosa migliore sia creare qualcosa che non esiste da nessun’altra parte.

KOJI (di seguito KJ): Quella T-shirt, come anche la camicia a fantasia all-over, ha la stampa sulla metà inferiore. Non ne avevo mai viste di simili e penso che abbia una bella personalità.

----Quali sono i criteri per scegliere il tema di una stagione?

T: Credo che la decisione sia maturata soprattutto intorno a Ko-chan.

KJ: Ne ho parlato con loro due e, alla fine, alcune decisioni le ho prese io. Tra le tante idee, è emerso il tema di questa collezione.

----Ci sono film che avete visto, musica che avete ascoltato o libri fotografici che vi hanno ispirato mentre creavate i capi?

KJ : Forse avevo visto il film «BAGDAD CAFÉ» (titolo giapponese: «Bagdad Café»). Quanto alla musica, ascoltavo i Blankey, i Radiohead, i Nirvana e altri.

K: In fondo, forse la base sono i vestiti indossati dagli artisti che mi piacciono.

----Quando si parla dei vestiti indossati dai propri artisti preferiti, si pensa a un capo visto in una certa foto promozionale?

K: Esattamente. Ho iniziato a interessarmi ai vestiti perché quelli indossati dagli artisti che mi piacevano erano stilosi. Il punto di partenza era voler diventare come loro.

KJ: In fondo, anche l’inizio di MSML è legato al fatto che a KATSUMA piaceva come si vestiva T$UYO$HI.

----T$UYO$HI, i tuoi vestiti non sembrano proprio costumi, vero? Fino ad allora, invece, i musicisti indossavano abiti che sembravano costumi.

T: A me non piace. Quando avevo più o meno l’età delle medie, volevo diventare qualcuno di diverso dagli altri. Però non mi dicevano niente né la permanente a ricci stretti né il look da teppista. In quel periodo ho scoperto le band che oggi definiremmo visual kei e ho pensato: «Oh! Ma allora esistono persone così stilose!». Poi, dopo qualche anno, mi sono ritrovato a pensare che non aveva senso vestirsi con la tuta nella vita di tutti i giorni, per poi indossare un costume e truccarsi per trasformarsi quando si saliva sul palco.
Pensavo fosse bello trasformarsi in una persona che non si può essere nella vita di tutti i giorni, ma sentivo che c’era qualcosa che non andava. Quando sono emerse band come i Blankey, ho cambiato idea: «Ehi, è meglio avere stile anche nella vita di tutti i giorni».

----Eppure, T$UYO$HI, dà l’impressione di vestirsi in modo disinvolto e di avere un grande stile.

T: Beh, in un certo senso ci penso, a cosa indossare sul palco. Ma, al contrario, forse gli abiti da palco sono quelli che impongono più limiti. Per esempio, i rapper si presentano sul palco con i piumini, no?
Però, se devi portarti dietro uno strumento, non puoi metterlo. Anche se ti vesti al volo e pensi «Oh, niente male», bisogna considerare se il capo sta bene o no con uno strumento.

----Ci raccontate un episodio che esprima la cura per la creazione dei capi tipica di MSML?

KJ: Ho parlato molto con T$UYO$HI della freschezza. Per quanto sia importante potersi muovere con facilità, a volte, se un capo è bello ma fa troppo caldo, finisce che non riesci a indossarlo. Per questo penso che riflettiamo molto sui capispalla già in fase di progettazione.

T:Un’altra cosa su cui ci siamo confrontati molto con Kou-chan sono state le camicie. Per un periodo andava di moda salire sul palco con camicie a fantasia. In quel periodo, più una camicia era di qualità, più si stropicciava. Ma noi non le portavamo in lavanderia ogni volta: le lavavamo velocemente il giorno stesso e le indossavamo il giorno dopo, perché avevamo un altro concerto. Perciò non mi piacciono i tessuti che si stropicciano. È una cosa a cui tengo. Quindi non è detto che un materiale costoso sia per forza migliore.

KJ:Abbiamo imparato molto dai loro riscontri dopo che hanno indossato i capi sul palco. Però non è tutto qui, almeno non più. Abbiamo iniziato a scegliere i materiali in base alla fase in cui ci troviamo. Dopo aver fatto un po’ di esperienza in questo campo, siamo arrivati a creare i capi pensando: «Adesso farei così».

Siamo rock e abbiamo anche lo spirito punk del fai-da-te (KATSUMA)

----Cambiamo un po’ discorso: T$UYO$HI e KATSUMA hanno uno stylist personale?

T:Non abbiamo mai avuto una persona del genere.

K:Non abbiamo nessuno che se ne occupi in esclusiva.

----Immagino che occuparsi da soli della manutenzione degli abiti di scena sia faticoso.

K:In fondo siamo rock e abbiamo anche lo spirito punk del fai-da-te. Dipingere e tagliare una giacca da motociclista con le proprie mani non è poi così diverso.

T:Naturalmente, dopo il concerto possiamo lasciare tutti i vestiti insieme e lo staff li lava. Ma io non li metto in lavatrice perché non voglio che si restringano. Perciò, quando mi chiedono cosa fare, rispondo: «Non serve, grazie». Li lavo a mano in hotel e li stendo in camera: così evito che si secchino troppo. È anche un buon modo per proteggere la gola.

K:Però con la pelle è dura (sorride).

T:Già (ride).

----Però non associo T$UYO$HI alla pelle, vero? (ride)

KJ:Ma no, nel tempo libero li indosso.

T:Durante i concerti non riesco a muovermi se indosso la pelle. Mi piacciono da sempre la pelle e il denim, ma sono proprio il tipo di capi che non posso indossare sul palco.

----KATSUMA, invece, indossa capi di pelle tutto l’anno.

K:Vorrei indossare la pelle il più possibile, perché è figa (ride). È un capo da uomo, e poi c’è anche l’associazione rock = pelle.

----Riesci davvero a suonare la batteria indossando una giacca di pelle?

K:È davvero difficile suonare (sorride). (Indicando la zona delle scapole) Qui non riesco a muovermi, quindi le Lewis Leathers sono fuori discussione. Anzi, in generale la pelle bovina non va bene: è troppo rigida e non riesco a muovermi. Con la pelle di pecora o di agnello invece ce la faccio.

----Capisco (ride). E cosa fai quando sudi?

K:Prima la lascio asciugare, poi la riempio di Resesh, il prodotto più potente, e continuo a usarla (ride). Quando il concerto è lungo, all’inizio salgo sul palco con la giacca di pelle, no? Se la scaletta è di una ventina di pezzi, la tolgo più o meno al decimo. È come quando in Dragon Ball si toglie l’armatura da combattimento e fa «tonf»: all’improvviso il corpo diventa leggerissimo (ride).

----È incredibile che non ti ostacolino mentre suoni.

K:La indosso continuamente (ride). Per questo ci rifletto molto quando realizziamo giacche di pelle per MSML; le indosso anche sul palco. Il materiale è pelle di pecora e abbiamo scelto di lavorarla con uno spessore piuttosto sottile.

Senza più dividere le edizioni, i tre direttori si sono uniti per entrare in una nuova fase (T$UYO$HI)

----Cambiamo argomento: avete intenzione di realizzare collezioni e sfilare in futuro?

KJ:Sì. Finora siamo cresciuti attorno a due pilastri: l’edizione T$UYO$HI e l’edizione KATSUMA, e sulla scena abbiamo lavorato nel mondo streetwear. Poi, fino a un paio di uscite fa, abbiamo anche vissuto il fenomeno per cui ogni edizione veniva acquistata solo dai rispettivi fan. Per diventare un vero brand, abbiamo deciso di riunire tutto sotto MSML. È ancora difficile, però.
La sfida è capire come costruire il brand mantenendo ciò che li contraddistingue. Stiamo lavorando proprio su questo, discutendo su cosa fare e cosa no. Loro portano sul palco un grande senso dello spettacolo.
Vale per i SUNTOWN dei The BONEZ nelle arene, al Gaishi Hall e al Makuhari Messe, così come per il Blair Fest dei coldrain. Loro hanno realizzato e portato al successo show incredibili sotto i riflettori, quindi è arrivato il momento di fare lo stesso anche con il brand. Dobbiamo puntare in alto e far crescere il brand.

T:Voglio mettere in evidenza il fatto che le edizioni, finora separate, si sono unite. Tra le varie vicissitudini, i tre direttori hanno deciso di riunirsi senza più dividere le edizioni, e il brand è entrato in una nuova fase. Vorrei raccontare questo passaggio.

----Che tipo di brand vorreste che diventasse MSML?

KJ:Vorrei che avessero un lato ribelle e fossero affascinanti. Voglio lasciare il segno con i vestiti che creiamo. In poche parole, vorrei suscitare empatia e ammirazione, facendo pensare: «Che figata!».

T:Vorrei che fossero vestiti che viene voglia di comprare. Anche per me c’è una differenza netta tra i capi che guardo distrattamente e quelli che compro. In questo senso, voglio creare vestiti che la gente voglia acquistare.

K:In fondo, proprio come quando facciamo musica, vogliamo creare e proporre cose che piacciano a noi e che troviamo fighe. Non vogliamo lasciarci influenzare dalle opinioni di chi ci circonda né piegare i nostri valori: vogliamo restare fedeli a noi stessi.

PROFILE

Da sinistra

T$UYO$HI

(PTP、The BONEZ、Dragon Ash)

KOJI

KATSUMA

(coldrain)

Leading…